Lo sport educa se...

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Fare sport fa bene alla salute. Quante volte ce lo siamo sentiti dire... Tutto vero. Eppure non basta fare sport per crescere bene. Occorre infatti farlo in modo corretto, rispettando modi e tempi della maturazione di ogni singolo bambino, assai diversi da soggetto a soggetto. E occorre farlo supportati da un'etica professionale che non deve mai venire meno negli allenatori-educatori.

Se lo sport è praticato in un ambiente che sa tutelare i diritti dei bambini così come enunciati nella Carta dei diritti del giovane sportivo, ecco che tutti i bambini possono usufruire dei valori formativi che lo sport offre. In caso contrario, ogni valore può diventare un disvalore e risultare disaducativo e addirittura dannoso. È molto importante poi che i genitori accompagnino il percoso sportivo dei propri figli con la giusta partecipazione: che significa spingerli a giocare, a divertirsi e a impegnarsi seguendo i loro progressi con gioia e tranquillità, presenti e partecipi ma senza fanatismi o eccessive aspettative. Ecco alcune delle più significative competenze che la pratica sportiva può regalare a tutti i bambini:

1) LA SOCIALIZZAZIONE

La prima cosa che succede appena un bambino arriva in una società sportiva è l'incontro con altri bambini con i quali potrà giocare. E di questi tempi, con ragazzi sempre più isolati e chiusi in stessi, abbandonati per ore davanti a un computer o a una playstation, l'idea di giocare in un grande spazio con altri coetanei è già di per sé un valore importante. Stare insieme ad altri e con loro sperimentarsi in attività motorie, imparare a relazionarsi e a condividere degli obiettivi, è una esperienza significativa e redditizia in previsione del futuro.

2) IL DIVERTIMENTO

Dove c'è divertimento, c'è apprendimento. Il pallone (come una racchetta, una mazza da baseball, una bicicletta o qualsiasi altro attrezzo sportivo...) è uno strumento fondamentale per divertirsi e impegnarsi con il sorriso sulle labbra. Se c'è divertimento, la fatica si avverte di meno e anche il coinvolgimento e il movimento crescono in modo funzionale.

3) IL RISPETTO DELLE REGOLE E LA CREATIVITA'

Uno dei valori formativi più importanti è il rispetto delle regole. Lo sport non insegna infatti a stare nelle regole subendole, ma aiuta a sperimentare la capacità di essere attivi all'interno delle modalità di gioco. Adeguarsi al regolamento mantenendo la capacità di essere creativi e interpretare il gioco, è una attitudine che si rivelerà fondamentale anche nel mondo del lavoro e in altri aspetti della vita, segnale di una persona "sana" e "integrata" nella società. Una capacità che stimola la predisposizione a cavarsela in ogni situazione e apre la strada a quell'autonomia che il bambino maturerà più avanti e che senza dubbio è una delle competenze indispensabili a un adulto nel corso della sua esistenza.

4) LA CONFIDENZA CON LA VITTORIA E LA SCONFITTA

Sapere che nel gioco, come nella vita, si può vincere e si può perdere, è una consapevolezza che rappresenta uno dei principali regali che la pratica sportiva può fare ai bambini. La sconfitta che entra in modo naturale (e non drammatizzato) nello sport, ce la fa percepire come cosa di cui non aver paura o vergogna. Quando ci si mette in gioco, è nornale che si vinca o si perda. L'importante è non smettere di giocare, ovvero non giocare più per la paura di perdere o per la paura del giudizio degli altri. Il triste fenomeno dell'abbandono precoce del giovane sportivo, nasce proprio da questo conflitto, generato purtroppo spesso da genitori, dirigenti e allenatori che si pongono in modo sbagliato.

5) LA SPERIMENTAZIONE E LA GESTIONE DELLE EMOZIONI

Lo sport e le gare abituano i ragazzi a prendere confidenza con stati d'animo che poi ritroveranno nella vita: l'agitazione, la voglia di far bene, le delusioni, la gioia, la voglia di partecipare e mettersi in gioco, la paura, la rabbia, talvolta perfino un senso di mpotenza e di ingiustizia (pensiamo al classico errore arbitrale...). Familiarizzare con queste emozioni aiuta il ragazzo a conoscersi meglio, a sperimentarsi nel confronto con le situazioni, a vincere le paure. Purché le emozioni provate siano adeguare alla sua capacità di capirle e di elaborarle. È dunque compito dell'allenatore-istruttore fare in modo che le pressioni e le richieste a cui sono sottoposti i ragazzi e i bambini siano adatte alla loro età. Altrimenti lo sport, più che dare benefici, può portare danni morali irreversibili.

6) L'IMPEGNO E LA VOLONTA' DI MIGLIORARE

Se ci sono divertimento e passione, nell'attiviità sportiva si raggiungerà un più alto grado di impegno. E crescendo, anche grazie all'esempio di un buon maestro, il ragazzo manterrà questa capacità di impegnarsi e di voler migliorarsi, superando i propri limiti attraverso l'allenamento.

7) IL RISPETTO E L'IMPORTANZA DEL PROPRIO CORPO

La pratica sportiva, come qualsiasi altro gioco, insegna a conoscere e vivere il proprio corpo. E a gestirlo con una corretta alimentazione, un corretto stile di vita, e un uso "consapevole e controllato" delle medicine: fattori che determinano fortemente la salute psicofisica delle persone.

8) LA LEALTA' E IL CORRETTO AGONISMO

Un concetto importante da capire e non sempre dato per scontato. Lo sport può insegnare a essere onesti o disonesti a seconda degli adulti che si incontrano nel proprio cammino. Un bambino infatti non è sempre capace di distinguere il bene dal male e si può lasciare convincere facilmente che alcune strade possono essere più corte e più facili di altre per arrivare a realizzare i propri sogni. Anzi, spesso la strada più faticosa è quella del'onestà. Ma è l'unica vera strada per creare una coscienza collettiva che conduca a un mondo migliore, senza furbetti e senza imbrogli.

9) IL RISPETTO DELL'AVVERSARIO E DELL'ALTRO DA SE'

Lo sport insegna il rispetto dell'altro o dell'avversario, come comunemente si dice. Che spesso non è altro che colui senza il quale non potremmo giocare. Se va in campo una sola squadra, ci potrà mai essere partita? Avversario, dalla lingua latina, è colui al quale si vi incontro per misurarsi lealmente. Avere rispetto di se stessi, dei propri compagni, degli avversari e di tutte le persone che si incontrano: è uno dei valori più antichi e propri che lo sport dovrebbe insegnare senza incertezze o eccezioni, per comunicare al ragazzo che il rispetto dell'altro è, di per sé, uno dei valori che ci rendono migliori.

10) L'ASTUZIA E L'INGEGNO

Fin dall'antichità gli eroi brillavano per astuzia e ingegno. È però importante sottolineare la differenza fra astuzia e ingegno, che sono capacità di interpretare la gara in modo tatticamente intelligente, e la furbizia truffaldina, spesso sinonimo di imbroglio. Capire e sfruttare a proprio vantaggio i punti deboli dell'avversario o le situazioni sportive favorevoli, è una capacità che si apprende e si affina con la pratica ed è legata al saper leggere le situazioni, alla velocità di esecuzione, alla rapidità nel saper prendere decisioni. Doti utili nella vita che devono mai superare il limite dell'onestà e del rispetto delle regole.

11) LA CAPACITA DI PORTARE A TERMINE UN COMPITO

Nella formazione del giovane ha grande importanza la maturazione del suo senso di responsabilità e della sua capacità di portare a termine un compito. È attraverso lo sport che si impara quotidianamente a completare gli allenamenti, a mantenere un ruolo o un compito per tutta la partita e a tenere fede a un impegno preso con l'allenatore, con se stesso o anche con i compagni nel caso di uno sport di squadra come il calcio. Tipico l'esempio di una seduta di allenamento: decido di saltarla? Rompo il patto non scritto preso con il mister e il resto della squadra, che confidano nel mio impegno e nella mia affidabilità.

Gianluca Grassi

da una libera trascrizione di appunti del libro "Il maestro di sport", di Barbara Rossi e Floriano Marziali

 

 

 

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